OPEN AGASSI SAGA Prefazione

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E’ passato un anno intero da quando ho girato l’ultima pagina di Open, di Andre Agassi. Dove per ultima pagina intendo quella dei ringraziamenti, perché Open è uno di quei libri che vorresti non finissero mai e allora quando finiscono cerchi sempre una cosa in più come quando rimani senza sigarette e rovisti tutta casa nella speranza di essertene dimenticata una da qualche parte.

Il caso vuole (sempre che ci sia ancora qualcuno là fuori che crede nel caso) che alcune persone a me vicine abbiano iniziato a leggerlo adesso, con una estate di ritardo rispetto al mondo…

La cosa mi ha posto di fronte alla bruciante invidia di chi vede nell’altro la nascita di qualcosa che a lui non può più capitare o almeno non nello stesso modo.

E allora eccomi qua, stavolta è deciso, devo.

Devo costringermi a fare quello che avrei dovuto fare appena finita la lettura di Open: commentarlo.

Anzi, in realtà, la sfida è un’altra: non c’è nessun bisogno dell’ennesima recensione del libro, quello che vorrei fare è prendere i tanti spunti della vita di un uomo assolutamente distante da me e da molti di voi che leggete – sia geograficamente che caratterialmente – e svelarne l’insegnamento, la parte latente, ciò che è invisibile, ma che è il vero testo dell’argomento.

Lo farò un pezzo alla volta. Un colpo alla volta, con la presunzione di SPIEGARE qualcosa.

In ogni caso “colpirò sempre più forte”!

p.s. avviso ai lettori: il prossimo post riguarderà la prima parte del libro, da non leggere se non siete arrivati almeno a pagina 69.